| Bagni S. Filippo si trova in una conca verde fra due torrenti montani con acqua
tutto l'anno, la sua particolare posizione, all'interno del parco detta Val
d 'Orcia e a pochi chilometri da Abbadia S. Salvatore, fa si che il paese sia
l'ideale punto di partenza per escursioni sia sul monte Amiata, sia ai paesi
detta Val d 'Orcia.
Le origini di Bagni S. Filippo si fanno risalire ad epoca romana, dopo i
ritrovamenti archeologici avvenuti nel 1898 nei piano di Vignone, immediatamente
sopra l'attuale agglomerato urbano.
La presenza delle acque calde sorgive fece
la fortuna di Bagni S. Filippo che, durante l'alto medio-evo, conobbe un periodo
di grande fioritura sotto il dominio dell' Abbazia di Abbadia S. Salvatore.
Nel
1566 il duca Cosimo I dei Medici incaricò l'architetto e ingegnere idraulico
Baldassarre Lanci di ristrutturare i vecchi bagni termali che, a causa di un
naturale spostamento dette acque, avevano perso parte delle loro potenzialità.
Il Lanci edificò i nuovi bagni termali un po' più a valle rispetto ai precedenti
per utilizzare al meglio la nuova sorgente, ed in pratica con il suo intervento
decise l'attuale posizione del paese di Bagni S. Filippo.
Alcuni interventi
dell' architetto di Cosimo sono tuttora riscontrabili negli attuali stabilimenti
termali.
Le acque termali sono state, nel corso della storia, oggetto di
innumerevoli trattati dive se ne meravigliava la capacità curativa per
moltissimi tipi di malattie sia respiratorie che ossee.
Nel sec. XVIII il famoso
letterato, architetto Lorenzo De Vegni , fu molto interessato a bagni S. Filippo
e alle sue acque, e creò la pratica detta "plastica dei tartari", consistente
nel realizzare bassorilievi utilizzando le acque calcaree.
IL BOLLORE
Questa collinetta di origine calcarea era la primitiva sorgente dette acque
sulfuree e tuttora l'acqua torna a sgorgare da qui. Intorno al bollore si
respira un'aria balsamica dovuta, oltre al particolare odore delle acque, alla
presenza della vegetazione tipica del nostro paese composta di timo, menta
verde, salvia etc.
LA GROTTA
L 'eremitaggio di San Filippo Benizi (Firenze 1223- Todi 1285) nei boschi di
Bagni S. Filippo dovrebbe datarsi intorno a 1269 quando, a seguito della morte
di Papa Clemente IV, il santo fiorentino era indicato come primo candidato
all'elezione al soglia pontificia; per evitare di diventare papa il Benizi si
rifugiò, secondo la tradizione, in una grotta proprio nei pressi di Bagni S.
Filippo. La grotta, scavata dentro un'enorme blocco di travertino, è tuttora un
luogo di culto di grande suggestione e spiritualità. Altri padri serviti, fra
cui anche il beato Benincasa, sono stati ospiti di questa grotta.
Il paese di Bagni S. Filippo organizza il 22 agosto una processione che dal
paese arriva fino alla grotta ed il giorno seguente una festa in ricordo della
permanenza del Santo.
LA SEDIA DEL DIAVOLO
Sopra la grotta, sulla cima dei grandi massi di travertino che la dominano, si
trovano due sassi che per la loro particolare conformazione, ricordano due
sedie; secondo la leggenda in una delle due sedeva San Filippo in preghiera,
nell'altra il diavolo che cercava di tentarlo.
IL FOSSO BIANCO
Una delle molte "pozze" che il fosso Bianco crea naturalmente lungo il suo
corso. Caraneristici del fosso Bianco sono i depositi calcarei di cui la più
imponente e suggestiva formazione è la celebre "Balena Bianca" (
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